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Trasparenza retributiva e parità salariale: le novità

La parità salariale e la trasparenza retributiva introdotti dal decreto legislativo n. 96 del 2026 impongono nuovi obblighi per le imprese, soprattutto nelle procedure di selezione del personale e nei salari.

Vediamo insieme quali sono i nuovi adempimenti, come si applicano alle aziende in base alle dimensioni e cosa fare per essere in regola.

Indice

Che cosa dice il decreto su trasparenza retributiva e parità salariale

In Italia e in Europa è ancora molto comune il divario retributivo di genere (il cosiddetto gender pay gap), oltre al mancato diritto a ricevere un eguale compenso per eguale lavoro.

Il decreto legislativo n. 96 del 2026 è stato voluto proprio per contrastare la discriminazione retributiva.

Il decreto impone nuovi obblighi ai datori di lavoro per garantire maggiore equità salariale. Tra questi, c’è l’obbligo a comunicare i dati sulle retribuzioni all’organismo di monitoraggio, che userà questi dati per verificare se esistono effettivi divari retributivi.

Gli adempimenti variano in base al numero di dipendenti.

Dimensioni azienda

Prima scadenza

Periodicità

Sotto i 100 dipendenti

Volontaria

Volontaria

Tra 100 e 150 dipendenti

7 giugno 2031

Ogni 3 anni

Tra 150 e 250 dipendenti

7 giugno 2027

Ogni 3 anni

Da 250 dipendenti

7 giugno 2027

Ogni anno

Cosa si intende per principio di parità retributiva?

Il principio di parità retributiva afferma che i lavoratori devono ricevere la stessa paga a parità di lavoro svolto o di valore professionale equivalente. Si tratta di un principio che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto lavorativo.

Se non rispettato, i dipendenti possono accusare l’azienda di trattamento ingiusto e discriminatorio nello stipendio.

Invece, trasparenza salariale significa che i lavoratori hanno il diritto ad essere informati sul livello retributivo medio percepito dai colleghi e dalle colleghe, una novità assoluta contenuta all’interno del nuovo decreto.

Come funziona la trasparenza salariale 2026

Il nuovo decreto vuole eliminare le differenze salariali ingiuste, che in generano riguardano:

  • Divario di genere: uomini e donne che fanno lo stesso lavoro devono guadagnare lo stesso stipendio;
  • Lavoro di pari valore: le mansioni che richiedono lo stesso livello di impegno, abilità e responsabilità devono essere retribuite allo stesso modo.

Per farlo, vengono introdotto nuove regole sulla trasparenza salariale.

Nuove regole per le offerte di lavoro

Tutti i datori di lavoro del settore pubblico o privato devono dichiarare la retribuzione all’interno dell’offerta di lavoro.

Durante i colloqui, i recruiter non possono chiedere al candidato quanto guadagnava nelle precedenti posizioni lavorative, e l’azienda stessa non può indagare sulle buste paga, né in via diretta né in via indiretta (ad esempio tramite agenzie).

I datori di lavoro devono inoltre indicare il contratto nazionale applicato, i criteri utilizzati per definire la retribuzione, i livelli retributivi e i percorsi di progressione economica.

Il diritto a informarsi dei lavoratori

La grande novità del decreto sulla trasparenza salariale è il diritto dei dipendenti a chiedere all’azienda informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, purché si rispetti la privacy degli altri lavoratori (le informazioni possono riguardare infatti solo dati aggregati e non possono riferirsi a persone in particolare).

Il dipendente può inviare la richiesta una volta all’anno ed è tenuto a ricevere una risposta scritta entro due mesi.

Il gestionale HR come strumento per la trasparenza salariale

Il decreto introduce grandi cambiamenti, sia a livello di obblighi per i datori di lavoro sia per quel che riguarda i diritti dei lavoratori.

La trasparenza dei dati diventa quindi sempre più centrale nelle aziende, che devono quindi dotarsi di strumenti adeguati per il tracciamento, la raccolta e l’invio delle informazioni necessarie per adempiere ai nuovi obblighi, anche per evitare le pesanti sanzioni, che prevedono la sospensione dei benefici economici e multe fino a 10.000 euro.

Grazie al modulo salary, il software gestionale evohrp rappresenta un valido strumento per migliorare la trasparenza retributiva in azienda e supportare le aziende nel rispetto della nuova normativa.

Il gestionale HR permette infatti di gestire i fascicoli individuali dedicati ad ogni dipendente con relativo piano retributivo,nel rispetto della privacy dei lavoratori. In un’apposita area del software, è inoltre possibile tenere traccia di storico RAL, componenti retributive, retribuzioni variabili, garantendo un controllo dei dati su paghe e salari sempre accurato.

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